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Come si usa
Inserisci spessore, raggio interno di piega, angolo e le due quote esterne dei lati, misurate fino allo spigolo vivo teorico come compaiono sul disegno. Lo strumento restituisce la lunghezza di sviluppo, cioè la lamiera piana da tagliare, e la deduzione di piega da sottrarre alla somma dei lati.
Il fattore K può essere stimato dal rapporto r/s con la formula della DIN 6935 oppure inserito a mano, se conosci quello tarato sulla piegatrice del tuo fornitore.
Formule usate
Il fattore K indica dove si trova l'asse neutro, la fibra che non si allunga né si accorcia, come frazione dello spessore misurata dalla faccia interna. Con raggi stretti l'asse si sposta verso l'interno (K vicino a 0,3); con raggi ampi torna verso la mezzeria (K = 0,5).
Perché il fattore K va tarato
Il valore reale dipende dal materiale e dal suo stato, dall'apertura della matrice, dal metodo di piegatura (in aria, a fondo, coniatura) e perfino dal verso di laminazione. Per pezzi di serie conviene piegare un provino sulla macchina che produrrà il pezzo e ricavare il K dalla misura. È uno dei punti che seguiamo nell'industrializzazione dei particolari in lamiera, insieme a raggi minimi, sequenze di piega e nesting.
Domande frequenti
Che valore di fattore K usare se non ho dati?
Per acciaio dolce piegato in aria con raggio interno pari allo spessore si parte spesso da K = 0,33; per l'inox da 0,38–0,42; per l'alluminio da 0,40–0,45. Sono valori indicativi da confermare con un provino.
L'angolo da inserire è quello interno o quello di piega?
È l'angolo di piega, cioè di quanto si ruota la flangia: 90° per una squadra, 45° per una piega a metà. Se sul disegno trovi l'angolo interno fra i lati, l'angolo di piega vale 180° meno quello interno.
Come si calcola lo sviluppo con più pieghe?
Si sommano tutte le quote esterne dei lati e si sottrae una deduzione di piega per ciascuna piega. Se le pieghe hanno lo stesso raggio, spessore e angolo, la deduzione è sempre la stessa.
Qual è il raggio minimo di piega?
Dipende da materiale, spessore e direzione di laminazione. Per l'acciaio dolce si arriva a un raggio pari allo spessore; per leghe di alluminio indurite e acciai ad alto limite servono raggi di 2–4 volte lo spessore per evitare cricche.